18 luglio 2021

Pimpernel . Una storia d'amore

Non avevo mai letto nessun libro di Paolo Maurensig, lo scrittore goriziano recentemente scomparso. Lo scorso anno, però, è stato pubblicato Pimpernel (Einaudi), che, da lettrice appassionata di Henry James, non potevo lasciarmi sfuggire. 
Il titolo, che subito fa pensare a un fiore selvatico, è in realtà il nome del personaggio di un manoscritto del grande scrittore americano che l'autore-narratore trova per caso, e che sarà l'inizio di una enigmatica serie di avventure snodate tra i vicoli di Venezia. Il manoscritto è dedicato a Constance Fenimore Woolson, la letterata che fu grande amica (e forse innamorata) di James e che si suicidò gettandosi dal balcone di Palazzo Orio Semitecolo, a pochi passi dal Canal Grande. 
Il libro, evidentemente, è costruito come una matrioska, in cui ogni storia ne racchiude un'altra, ogni personaggio è autore di qualcos'altro; la struttura è intelligente e affascinante, come lo è il suo protagonista, che si rende conto a sua volta di poter "essere concepito dalla mente di un altro. Qualcuno che nel passato, o forse - perché no? - nel futuro, aveva o avrebbe scritto la mia, la nostra storia". 
La storia del narratore, Paul Temple, si intreccia alla misteriosa vicenda di Annelien, che nel suo dramma nascosto e nei tratti, tra il sacro e il sensuale, del comportamento, ricorda molto le giovani donne di Henry James. Ma più di tutto, a evocare i capolavori jamesiani è lo sguardo su una Venezia quanto mai effondente incanto, che come sempre si impone come velata ed evanescente protagonista del racconto. Scrive Maurensig: "Quanta dolorosa bellezza! Era già motivo di sofferenza per me il non poter esprimere appieno la gloriosa magnificenza della natura che colpiva i miei sensi con l'accecante scintillio della luce sull'acqua, o gli aromi portati dalla brezza che spirava dal mare; e che dire allora dello splendore di tutta quell'arte custodita nella città lagunare, in quel vasto podere dell'anima di cui nessuno aveva ancora delimitato i confini?"
Come sempre in James, l'Arte è l'immancabile compagna della vita, e talvolta la dimensione (o la destinazione) della sua trascendenza. Nella sua spasmodica ricerca di un dipinto forse inesistente che possa dischiudergli il mistero della bellezza assoluta, Paul finisce per chiedersi: "è l'opera che dispensa luce all'osservatore, o è quest'ultimo che la illumina con la propria consapevolezza? Tutto ciò mi riportava alla mente l'antico quesito: esisterebbe l'universo in assenza di qualcuno in grado di percepirlo?"
Pimpernel è un romanzo breve ma davvero intrigante, che ha la straordinaria capacità di lasciarti nei pensieri un sapore autenticamente jamesiano; per gli appassionati dello scrittore americano, e in particolare del tragico episodio della sua vita legato alla morte di Constance, un capolavoro che ho già consigliato in questo blog e che ricordo nuovamente è The Master di Colm Tóibín. 

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