26 febbraio 2011

Sylvia's Lovers: la Storia

William Turner, Whalers, 1845.
Oil on canvas. Tate Gallery, London, UK.
Nel post precedente ho avuto l'occasione di fare riferimento al complesso, talvolta drammatico rapporto tra l'individuo e il contesto sociale in cui si trova a vivere, ovvero tra la dimensione privata, che si vorrebbe sempre custodire gelosamente e proteggere, e la sfera pubblica, che anche nostro malgrado si frappone sul nostro cammino costringendoci a prenderne atto e a fare i conti con le sue manifestazioni. E' questo un argomento del quale tornerò a parlare, poiché mi sono accorta di amare moltissimo gli autori che ne trattano; ed è stato un tema centrale ai tempi della stesura della mia tesi di laurea, dedicata al romanzo storico di Elizabeth Gaskell, Sylvia's Lovers. Questo magnifico libro  del 1863, che a quanto mi risulta purtroppo non è ancora stato tradotto in italiano, si colloca cronologicamente nel pieno delle guerre napoleoniche, quando l'Inghilterra e la Francia si contendevano il dominio dei mari sfidandosi in epiche e sanguinose battaglie navali. I personaggi principali della storia, tuttavia, appartengono agli strati più semplici della popolazione di una cittadina semplice (Monkshaven, equivalente letterario della città di Whitby, nello Yorkshire); sono contadini, pastori, commercianti al dettaglio, e poveri balenieri - da cui l'immagine del quadro che ho scelto a corredo di questo post - costretti a trascorrere mesi e mesi lontani da casa, nelle fredde e infide acque della Groenlandia.
L'esistenza di questi personaggi - Sylvia, suo padre, Philip, Charley - è rivoluzionata dalle vicissitudini della guerra non tanto perché essi vengano coinvolti nei combattimenti (a parte Charley, che a un certo punto vediamo fronteggiare Napoleone stesso sul cocente campo di battaglia di Acre), ma perché su di loro si abbatte il decreto governativo della coscrizione obbligatoria. E' un fatto storico che alla fine del diciottesimo secolo la scarsità di uomini disponibili ai combattimenti portò il governo britannico all'arruolamento coatto di migliaia e migliaia di marinai, che venivano letteralmente rapiti dalle loro città o dalle loro navi e costretti a guerreggiare senza poter far sapere alle loro famiglie che cosa ne fosse stato di loro. A Charley Kinraid tocca questo destino; catturato dalle bande di coscrizione (le famigerate press gangs) deve intraprendere un'avventura bellica temuta ed esecrata, che lo allontana impietosamente dalla sua vita, dalla sua città, dalla sua Sylvia. 
La popolazione reagisce con furore al reclutamento forzato dei suoi giovani migliori; la ribellione s'innesca animale, e un rovinoso incendio illumina la notte di dolore di Monkshaven. Il padre di Sylvia è ritenuto leader dell'insurrezione: il lasciarsi trascinare nelle spirali della Storia sarà pagato con il prezzo più alto e più tragico.

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