14 febbraio 2011

Libri da mangiare

Oggi voglio deviare il mio percorso dai luoghi della lettura ai suoi sapori. Mangiando un piccolo ma intenso tartufo al cioccolato e nocciole (regalo di San Valentino) mi sono venuti in mente quei libri che si dedicano all'esplorazione del gusto e che fanno delle loro storie il naturale contorno alla rappresentazione delle delizie del palato. Uno di questi, breve, talvolta ridondante, ma infine molto goloso, è Estasi culinarie di Muriel Barbery. Cito un passo che ho letto proprio stamattina, una specie di apologia del pomodoro: "Il pomodoro crudo, divorato appena colto in giardino, è la cornucopia delle sensazioni semplici, una cascata che sciama in bocca riunendo ogni piacere." Barbery è naturalmente l'autrice di L'eleganza del riccio, nel quale compare invece un elegantissimo encomio del tè: "Scende il silenzio, fuori si ode il vento che soffia, le foglie autunnali stormiscono e volano via, il gatto dorme in una calda luce. E, ad ogni sorso, il tempo si sublima." Ritornando al cioccolato, la prima lettura a cui penso è Chocolat di Joanne Harris, ma è giusto citare anche La fabbrica di cioccolato di Roald Dahl. La pregnante armonia del vino e il suo ancestrale rituale di produzione sono il soggetto di Blackberry vine (Vino, patate e mele rosse) di Joanne Harris, Un'ottima annata di Peter Mayle, e L'irresistibile eredità di Wilberforce di Paul Torday. Di altre varietà di cibo raccontano La scuola degli ingredienti segreti di Erica Bauermeister, Il gusto proibito dello zenzero di Jamie Ford, Julie & Julia di Julie Powell, Afrodita di Isabel Allende, Cinque quarti d'arancia, ancora di Joanne Harris. Da non dimenticare, anche se non è un romanzo, le Misticanze del professor Beccaria, e da non trascurare anche quei passi veloci, ma ricchissimi di sapore, che condiscono i grandi romanzi della letteratura. Penso ad Anna Karenina, o, con ancora maggiore e dolce nostalgia, alla magnifica colazione di Natale all'apertura di Piccole donne.

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