18 febbraio 2011

E a proposito di caffè...

Sto leggendo Il cimitero di Praga di Umberto Eco. Molto raffinato, molto intenso nella sua manifestazione dell'odio (tanto che a volte diventa davvero inquietante), il romanzo si sofferma spesso a raccontare, ad evocare, cibi e bevande che rappresentano di volta in volta i vizi e le virtù del popolo italiano di fine Ottocento. Il narratore abita a Torino, e così descrive uno dei suoi appuntamenti preferiti: "[...] mi recavo al Caffè al Bicerin, vicino alla Consolata, a prendere quel bicchiere con protezione e manico di metallo, odoroso di latte, cacao, caffè e altri aromi. Non sapevo ancora che del bicerin avrebbe scritto persino Alexandre Dumas, uno dei miei eroi [...], ma nel corso di non più di due o tre scorribande in quel luogo magico avevo appreso tutto su quel nettare, che derivava dalla bavareisa anche se, mentre nella bavareisa latte caffè e cioccolata sono mescolati, nel bicerin restano separati in tre strati (tenuti caldi) [...].

2 commenti:

  1. Io Eco non riesco più a leggerlo da "Il pendolo di Foucault": ha scritto due capolavori e poi ha iniziato a bearsi del suo smisurato sapere...non riesce più ad appassionarmi.

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  2. @Dimberaidiel: Questo invece per me è stato il primo libro di Eco (lo ammetto, niente "Nome della Rosa!"). Non una brutta lettura, a parte una certa insistita indulgenza nelle descrizioni...

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