1 agosto 2011

The Postmistress

La settimana scorsa ho notato, nella sezione dei romanzi in lingua della libreria Feltrinelli, The Postmistress di Sarah Blake. Come spesso accade, sono stata dapprima attratta dalla copertina - a dimostrazione che gli accessori visivi di un testo scritto sono cronologicamente predominanti rispetto alla scrittura stessa, e che quindi anche la letteratura è oggi più che mai un'espressione di marketing - e poi dal piatto inferiore, che mi ha persuasa che non potevo fare a meno di leggere questa storia. 
Anche questo racconto, come tanti altri fra quelle che amo di più, sboccia dalla presenza - o dall'assenza, in questo caso - di una lettera. Una lettera perduta che sembra svolare leggera nell'aria acre delle bombe di Londra, che affronta i venti oceanici, che approda nei cieli limpidi di un'America ancora intatta dalla guerra... e che non raggiunge il suo destinatario. Le atmosfere risvegliate da questo romanzo, opera prima della statunitense Sarah Blake, sono quelle del rimpianto e dell'amore osteggiato dal destino, che sullo sfondo del secondo conflitto mondiale danno luogo ad un intensissimo paesaggio geografico ed emozionale. Anche il booktrailer, che si può vedere su http://www.youtube.com/watch?v=DJXMMqQdeuM, incoraggia sensazioni di struggimento e di segretezza, e induce noi, lettori che adorano le storie di messaggi fatali e di vite trascorse appassionatamente dietro le quinte della guerra, ad annoverare anche questo tra i romanzi che non possono mancare tra le serrate fila delle nostre biblioteche.


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