9 gennaio 2012

La rivoluzione segreta

Ieri il mio primo libro, La rivoluzione segreta, è stato pubblicato in ebook su Amazon!
Cliccate qui, leggete la sinossi, e se il plot vi sembra interessante, scaricatelo!
Ho voluto raccontare la storia di una scrittrice dimenticata vissuta tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, in un'epoca di forti tensioni sociali, di risveglio della coscienza femminile e di una significativa esplosione della letteratura delle donne. Il libro è articolato su due piani temporali, quello del presente, in cui una giornalista e uno studioso di letteratura attraversano l'Inghilterra alla ricerca di indizi per la decifrazione di un antico manoscritto, e quello del passato, cui dà voce il diario segreto di una poetessa ingiustamente scomparsa dalle cronache. Tra biblioteche opulente, archivi preziosi, pagine ingiallite, lettere nascoste e oscuri misteri, sullo sfondo della campagna britannica imbevuta dei colori dell'autunno, i due protagonisti inseguono la soluzione di un enigma che restituirà al mondo la storia di una rivoluzione segreta ispirata ad un intenso, insopprimibile ideale di libertà.


ATTENZIONE! Al momento La rivoluzione segreta non è più disponibile per l'acquisto. Sto cercando altre vie di pubblicazione... Non appena avrò novità le comunicherò :)

5 gennaio 2012

Downton Abbey

Questa sera ho finito di vedere la prima stagione di Downton Abbey, che ho registrato in tv e trasferito in quattro dvd. 

La serie è eccellente, un ottimo connubio tra sceneggiatura intelligente (il responsabile è Julian Fellowes, autore fra l'altro di Snob, edito in Italia da Neri Pozza), personaggi completi e vitali, ciascuno dalla personalità ben riconoscibile, costumi indimenticabili e una scenografia in ogni senso mozzafiato. Sembra quasi che le ambientazioni siano state scelte per celebrare la bellezza dell'Inghilterra. Il paesaggio incanta lo sguardo, anche grazie ad un accompagnamento climatico forse poco probabile (splende sempre il sole!) e gli interni di Downton (girati ad Highclere Castle) non lasciano spazio alla delusione.

L'atrio abbracciato dalle colonne e dalle navate gotiche dell'antica abbazia, la solenne biblioteca e gli arredamenti che brillano di eleganza ti fanno desiderare di tornate indietro di cent'anni, a quel tempo in cui il mondo sembrava ancora innocente e viaggiava lento, sospeso al filo sottile della pura bellezza. La prima serie è terminata con grande nostalgia da parte mia: si è chiusa alla notizia dello scoppio della guerra, culmine del progressivo disfacimento di un'epoca - come testimoniano le idee progressiste della figlia più giovane, Sybil, e la scelta di una delle cameriere di lasciare il servizio per diventare la segretaria dell'azienda del telefono. Lascia perciò decine di fili narrativi pendenti, e si freme per la seconda stagione, che da domenica inizia sulla BBC ma che è già disponibile in cofanetto (che tentazione!). Quale sarà il destino della primogenita, Mary? Come continuerà il suo conflitto con la sorella Edith? Che ne sarà di Matthew, il legittimo erede borghese di Downton? E riprenderà a funzionare regolarmente il preciso meccanismo dei piani bassi della casa, sapientemente regolato dal maggiordomo e dalla governante? Sì perché la maestria di questo racconto sta anche nell'equilibrio che instaura tra il racconto della famiglia del conte e quello della servitù, altrettanto avvincente e ricco di sentimenti. Il personaggio di Anna, in particolare, la cameriera personale delle ragazze, è dolce e positivo, confortante e ricco di speranza. Per certi aspetti mi ha ricordato la narratrice di The House at Riverton di Kate Morton, un'altra storia edoardiana intessuta sulla trama dell'opulenza, dell'inizio della libertà dei costumi, dei segreti di famiglia. È più facile, dopo aver visto Downton, visualizzare le scene e gli invidiabili abiti del primo Novecento che caratterizzano anche il romanzo: e il rimpianto per il fascino perduto di un secolo fa è ancora più forte.

Il libro di Kate Morton, scritto benissimo com'è sua regola, è il lungo flashback di una centenaria che ricorda i suoi trascorsi di cameriera personale delle sorelle Hartford. Le sue memorie rievocano il lusso della grande casa, Riverton Manor, lo splendore dei vestiti e dei gioielli, il carattere diverso delle due ragazze, Hannah ed Emmeline, il cui legame viene infranto da un misterioso incidente nel giardino della dimora. Un colpo di pistola, e il (presunto?) suicidio del giovane poeta Robert Hunter, del quale entrambe erano innamorate, ai bordi della piscina, ha spezzato un'armonia forse solo apparente, e la rievocazione del passato da parte dell'anziana Grace si fa sempre più contrastata, soffocata dall'antico dovere al segreto, costretta dal dolore per la perdita dell'idillio, per il senso della caduta dell'innocenza. Ritorno a Riverton Manor, pubblicato in Italia da Sonzogno, è il romanzo di debutto di Kate Morton, ed ha rivelato fin da subito il suo grande talento. Dopo il recente successo europeo di The Distant Hours, siamo in attesa del suo quarto lavoro, ancora in fase di scrittura.


4 gennaio 2012

Il pozzo dei desideri

Ebbene, è cominciato l'anno nuovo... C'è chi lo celebra buttando via oggetti vecchi, pensieri pesanti, ricordi spiacevoli; c'è chi pensa a come renderlo migliore del precedente; c'è chi scrive una lista di buoni propositi che forse andranno perduti durante i dodici mesi che li separano, a loro volta, dal cestino della carta straccia.

Io invece voglio crearmi un pozzo dei desideri. 

Secondo il folklore nordeuropeo il pozzo dei desideri (chiamato talvolta fontana dei desideri) può avverare tutti i desideri di chi li esprime presso i suoi margini - questa tradizione si lega al fatto che nelle culture germaniche (e non solo) l'acqua era considerata una divinità, capace di esaudire ogni preghiera.
Se toccasse a me di trovarne uno, mi sporgerei ben bene oltre il ciglio, vi getterei una monetina  e fissando il placido estendersi dei cerchi concentrici esprimerei il desiderio di poter costruire una libreria tutta mia. Sarebbe proprio il mestiere per me!

Scegliere il sito adatto (potrebbe essere Hampstead a Londra), decidere gli arredi, il parquet per il pavimento, la tipologia di luci, la qualità delle scaffalature, le stampe da appendere alle pareti (carte geografiche antiche, ritratti dei maestri della letteratura, fotografie delle case editrici del passato)... e soprattutto ordinare la preziosa merce, i libri, montagne e montagne di libri che arrivassero a centinaia nel mio locale, lucidi, profumati, intensi.... Mi sentirei come i protagonisti di La libreria del buon romanzo di Laurence Cossé nella frenetica ed entusiastica fase di ideazione del loro paradiso letterario. Che meraviglia! Non credo sarei, come loro, così rigida nelle scelte, ma di certo dovrei tentare di categorizzare, o di dare un ordine, a tutto quel tesoro. Sono quasi certa che farei un'attenta cernita fra i libri di cucina che proliferano, ai libri dei comici, dei personaggi della televisione, dei giornalisti, degli sportivi. Darei invece risalto alla saggistica letteraria e storica, e suddividerei la narrativa per destinatari. Narrativa per lettori impegnati, per sognatori, per i detective, per gli amanti del passato, per i viaggiatori, per i pollici verdi, e così via. Sarebbe una libreria così bella che probabilmente non ne uscirei mai : )
Ma poiché alla fine di questi lunghi voli pindarici è anche il caso di tornare alla realtà, il mio pozzo dei desideri si tramuta in una wish list dei libri che vorrei procurarmi nel corso di questo 2012. L'ho aggiornata proprio in questi giorni, e si trova sul lato sinistro di questo blog: mi accorgo che vi compaiono tantissimi libri pubblicati da Neri Pozza, una vera garanzia di racconti straordinari! Con quelle rilegature e quelle copertine, poi... sono davvero desideri da esaudire! 


29 dicembre 2011

Fine d'anno in compagnia dei libri

Sto trascorrendo gli ultimi giorni dell'anno all'insegna dei pensieri dolci. Avremo tante cose di cui preoccuparci alla ripresa del lavoro, meglio concedersi ora un po' di atmosfera delicatamente inglese.... Il fatto di dover preparare degli incontri sull'opera di Jane Austen per il prossimo gennaio aiuta di certo a nutrire l'aria di sapori di tè, del ricordo del profumo delle rose, del frusciare di pagine ingiallite e di sottili lavori di ricamo. 
Foto di Mara Barbuni 
Da mattina a sera vivo in un tempo che non appartiene al presente, ma all'immaginazione e alla storia, e come al solito è un'emozione impareggiabile. Sto leggendo Northanger Abbey, il più lieve dei romanzi di Austen, con tanta delizia e con la sorpresa che contraddistingue quelle letture che ripeti dopo molti anni, che ti accorgi di non aver apprezzato a sufficienza e che per questo ami ancora di più.
Per prepararmi meglio alle mie conferenze, inoltre, sto riprendendo due importanti volumi sull'autrice di Steventon che sono The Cambridge Companion to Jane Austen e Jane Austen. The World of Her Novels dell'espertissima Deirdre Le Faye. Quest'ultimo è un lavoro speciale, ricco di informazioni, di dettagli, di descrizioni e soprattutto di illustrazioni, ed ha la capacità di trascinarti direttamente nel mondo Regency facendoti gustare la morbidezza delle sete e della mussola, la vivacità di un barouche, il frastuono di un ballo, il tenero conforto di una dimora di campagna. E a proposito di illustrazioni, quando proprio non si può resistere a visualizzare le scene del mondo e delle opere di Austen, suggerisco di visitare mollands.net, un vero archivio di piccoli gioielli! 



22 dicembre 2011

Natale in libreria

A Natale le librerie sono la vera casa di Santa Claus. Le sale sono decorate a festa, piene di luci e di canti, e i lettori si aggirano con gioia tra le pile di tesori ammonticchiati qui e là, o riposti ordinatamente sugli scaffali. E' un vero paese dei balocchi, dove le copertine dei libri sembrano scintillare attirandoti verso di loro, e la carta nuova effonde un profumo che alle nostre narici sa di ciocchi, di castagne, di boschi e di neve.
I commessi, poi, anche se esausti e talvolta scontrosi, paiono trasformarsi in un piccolo esercito di folletti, che seri e industriosi trasportano volumi e volumi, e impacchettano, e annodano, e affioccano, e imbustano, e ricominciano daccapo. Cosa c'è di meglio di una libreria nei giorni di Natale, quando finalmente si fa meno attenzione al portafoglio e si ha voglia di esaudire desideri? 
Perché il Natale è un po' il compleanno dei libri, è la loro festa, il momento dell'anno in cui li si celebra e li si coccola di più. E tanta letteratura ha ringraziato per queste attenzioni, e a sua volta si è fatta portatrice e portavoce di quell'atmosfera tutta speciale condita di spezie e di campane, di allegria e di penombra, di caminetti, di vaniglia e di nostalgia. 
Vi regalo allora un breve elenco di libri che ci raccontano il Natale, per passarlo nel migliore dei modi, e in compagnia dei migliori amici che abbiamo. 
Un'illustrazione da A Christmas Carol di Dickens
Agatha Christie, Il Natale di Poirot, L'avventura del dolce di Natale, Una tragedia natalizia
Washington Irving, Il Natale vecchio
Charles Dickens, Canto di Natale, Le campane, Il grillo nel focolare, Il patto col fantasma, La battaglia della vita
Clement Clarke Moore, Era la notte prima di Natale
Truman Capote, Ricordo di Natale
Arthur Conan Doyle, L'avventura del carbonchio azzurro
Anton Checov, Natale
Nikolaj Gogol, La sera prima di Natale
J. R. R. Tolkien, Lettere di Babbo Natale
James Joyce, I morti
Dylan Thomas, Il mio Natale nel Galles
e per la poesia: Christmas at Sea di Robert Louis Stevenson (ascoltate la versione cantata di Sting pubblicata nell'album If On a Winter's Night), e Nativity di John Donne.


18 dicembre 2011

Il Natale di Poirot

È un ottimo periodo, questo, per dedicarsi alla lettura (e quale non lo è?). Il Natale è alle porte, recando con sé deliziose atmosfere di calore e di piccole luci, di canti lontani e di caminetti accesi. È curioso pensare a quante storie di Natale, invece, scelgano di raccontare il lato oscuro dell'essere umano, i suoi silenzi densi di sospetto, le sue meditazioni truci, il suo passato da dimenticare.

Lo sa bene il nostro beneamato Hercule Poirot. In Il Natale di Poirot, che ho appena finito di leggere in onore dei festeggiamenti natalizi, l'investigatore sostiene che le feste sono un momento estremamente propizio per il delitto, poiché riuniscono famiglie divise da antichi rancori risvegliando odii e desideri di vendetta altrimenti sopiti.

Questo romanzo è magistrale nella struttura, avendo come oggetto un omicidio compiuto in una stanza "a porta chiusa", come nella tradizione inaugurata da Poe, ed è perfetto nella delineazione dei personaggi. I quattro figli della vittima, le loro mogli, gli altri ospiti, la servitù di casa, gli agenti di polizia sfilano davanti agli occhi del lettore come creature umane, ciascuna con i suoi segreti. E Poirot, come al solito, muove silenziosamente i fili dell'intreccio, arrivando alla soluzione perfetta. Nonostante il delitto, il Natale torna rassicurante quando il piccolo uomo scioglie il mistero e ci restituisce la normalità del suo impeccabile metodo deduttivo.


11 dicembre 2011

Guerra e pace/2

Violante Placido nei panni di Hélèna Kuragina
Il romanzo di Tolstoij procede, e dopo gli esterni sui campi di battaglia mi ha riportato nelle grandi dimore aristocratiche di Pietroburgo. In questo momento sto conoscendo meglio il personaggio di Pierre, disegnato con i tratti più alti dell'arte letteraria, che lo rendono una figura viva, reale, pensante. I suoi pensieri sono oggi tormentati dalla malia che Hélène Kuragina esercita su di lui, una fascinazione che egli già avverte come il pungolo di un desiderio sbagliato, infido, destinato alla disgrazia. Ma la bellezza di Hélèna è irresistibile, e le astute strategie dei suoi parenti alimentano il fuoco della sua seduzione. Pierre è praticamente, inconsapevolmente, e tragicamente, già perduto. 
Michelle Pfeiffer nei panni
della contessa Olenska
Il passo della cena nel palazzo del principe Vasilij, padre di lei, durante la quale il padrone di casa e tutti i convenuti tessono una tela di ragno invisibile ma indistruttibile ai fini di spingere Pierre alla proposta di matrimonio mi ha ricordato una delle ultime scene de L'età dell'innocenza diretto da Martin Scorsese (tratto dal romanzo di Edith Wharton). Ho rivisto quella terribile cena in onore degli egregi ospiti Van der Luyden nel corso della quale il protagonista, Newland Archer, si ritrova infine a cospetto della propria rovina. D'un tratto, tra una portata e l'altra, nel quieto fiume delle parole più garbate, egli si accorge che tutta la buona società di New York è, seppur muta, a conoscenza del suo amore extraconiugale con la contessa Olenska (che non a caso si chiama Ellen), e che il peso della protezione della tribù nei confronti di sua moglie May sta rischiando di soffocarlo. La scena del film è girata con tale maestria da poter competere con il libro, che pure è a sua volta un capolavoro. Alla fine di quella formidabile cena Archer scoprirà di aver perduto la propria libertà: e anche questo è un passo del film che merita di essere trattato con più attenzione. Potrei parlarne in un prossimo post : )