11 marzo 2012

Il linguaggio dei fiori


Il linguaggio segreto dei fiori è finito, e non mi dispiace. Pur bella, è una storia penosissima, di cui la protagonista è una giovane donna del tutto incapace di rapportarsi con la normalità. Victoria ha vissuto da bambina l'esperienza dell'abbandono e del drammatico spostamento dall'una all'altra famiglia d'affidamento. Questa infanzia dislocata l'ha fatta crescere infelice, arrabbiata, e inetta ad affrontare le esigenze della vita quotidiana - le regole della convivenza civile e, per esempio, la necessità di cercarsi un lavoro. C'è solo una cosa che Victoria conosce: i fiori. E sono i fiori a dare lo spunto alla narrazione, e i protagonisti dei passi più belli del libro. Quando questi passano sullo sfondo, lasciando maggior spazio alle vicende personali della giovane, il tono del racconto si fa molto più, e forse troppo, greve.
Con la nuova lettura voglio cambiare rubrica e distrarmi un po': ho iniziato un mystery letterario semplice ma affascinante, che ha per oggetto uno Shakespeare segreto... (Il libro segreto di Shakespeare di John Underwood).
E quando sarà finito, nel mio Kindle ci saranno altre intensissime storie ad attendermi!


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