7 febbraio 2012

Il bicentenario dickensiano

E' arrivato il giorno tanto atteso! Il 7 febbraio del 1812 nasceva Charles Dickens, e tutti i lettori sparsi sulla terra oggi festeggiano la venuta al mondo di un autore assolutamente unico, un instancabile cantastorie la cui mente produceva personaggi al normale ritmo dei pensieri, e complicati intrecci al comune passo delle idee umane. Dickens è stato un uomo dai miliardi di parole, dalle migliaia di pagine e dai milioni di lettori. Lasciati gli studi di giurisprudenza, si diede al giornalismo e invocò come una missione morale la necessità di tornare nei sobborghi dell'Inghilterra vittoriana (che aveva dovuto frequentare da bambino, quando il padre era in prigione per debiti) per raccontarne la sofferenza e la miseria. Scriveva le sue storie a puntate, usanza comune allora: e oberato com'era dai suoi impegni si ritrovava a far cigolare la penna sulle righe dell'ultimo episodio previsto per la pubblicazione mentre il fattorino dell'editore bussava frenetico alla porta, in attesa della consegna. L'ansia della scrittura e il peso del dolore civile gli incrinarono il cuore. Visse un'intera esistenza di corsa, lungo la congestionata Fleet Street (all'ombra della cupola della cattedrale di San Paolo), attraverso il Canale della Manica per i suoi viaggi in Francia e in Italia, oltre l'Atlantico per le letture pubbliche negli Stati Uniti. Nella lunga sequela dei suoi tormenti non mancò neppure un atroce incidente ferroviario (a Staplehurst), al quale scampò miracolosamente, e fortunosamente salvando il prezioso manoscritto di Our Mutual Friend
Proprio Il nostro comune amico è la mia più recente lettura dickensiana. E' stata un'esperienza intensa e, per usare un termine freudiano, "unheimlich" ("spaventoso" nel senso di "perturbante"), perché la storia è dal principio alla fine sostenuta dalla voce e dagli odori del fiume, suo vero protagonista. Il Tamigi è rappresentato nella sua identità più fosca, come una creatura mastodontica e indifferente che tutto ingoia nel suo drammatico incedere. La vita e la morte, l'inganno e la follia, l'amore e l'ipocrisia vengono portati sulla scena sotto le maschere di inquietanti allegorie: e non si scorge bontà, non si spera nella luce redentrice, non ci si consola. Mai.
Nella mia biblioteca personale non sono pochissimi i libri di Dickens, anche se a cospetto della sua immensa bibliografia non si tratta che di uno scarso campionario. 
Immancabile la versione
BBC del romanzo, con un
piccolo David Copperfield
impersonato dal futuro
Harry Potter. 
Ci sono Le due città, racconto delle vicissitudini della Rivoluzione Francese, e David Copperfield, che ho amato tanto, ed è il vero resoconto di una vita intera, un caleidoscopio di luoghi, un rutilante e continuo capovolgimento di sorte, una galleria di ritratti umani indimenticabili (chi altro, se non il genio di Dickens, avrebbe potuto creare un personaggio così straordinario come il signor Micawber, o una figuretta tanto realistica e irritante come Uriah Heep, o un terrificante eroe oscuro come Steerforth?). E ci sono i Racconti di Natale (in cui l'imperitura fama di A Christmas Carol non eguaglia la delicatezza di The Chimes o di The Cricket in the Hearth) e le storie di fantasmi - che Einaudi ha pubblicato con il titolo Da leggersi all'imbrunire - fra i quali è bellissimo il racconto "ferroviario" Il segnalatore. E per voi? Quali sono le letture dickensiane che non possono mancare in un curriculum librorum che si rispetti?
Oggi, giorno del compleanno di Charles Dickens, l'Inghilterra (e non solo!) approda al culmine di festeggiamenti che sono già vivaci da giorni, e che continueranno per tutto l'anno. A Westminster Abbey, alle 11 del mattino, viene deposta una corona commemorativa sulla tomba dello scrittore nel Poets' Corner: assistono il principe di Galles e la duchessa di Cornovaglia, attesi anche al Charles Dickens Museum; su Twitter, via @BritishCouncil, si può assistere ad una Dickens read-a-thon di 24 ore che coinvolgerà tutto il mondo, iniziando dalla lettura di Dombey and Son; viene pubblicato il primo numero di un Dickens Newspaper; si festeggia il birthday a Portsmouth, città natale dello scrittore, e decine di altri eventi avranno luogo per ogni dove. Per una puntuale cronaca degli eventi, la cosa migliore è visitare www.dickens2012.org!

E allora... buon Charles Dickens Bicentenary a tutti

The pain of parting is nothing to the joy of meeting again.
There are dark shadows on the earth, but its lights are stronger in the contrast.
A boy's story is the best that is ever told.


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