24 gennaio 2011

Il tempo del racconto

Ci sono epoche più adatte di altre a fare da scenario ad una storia.
Il delicatissimo passaggio dal Sette all'Ottocento, specialmente nella letteratura inglese, è uno di quei periodi. E lo stesso vale per la Belle Epoque di contesto mitteleuropeo (Schnitzler) o il secondo Ottocento-primissimo Novecento angloamericano (Melville, James, Wharton, Ford, Conrad, Woolf). 
Intensissima, e straordinariamente ricca di spunti narrativi e di passionalità è la temperie che corrisponde alla Seconda guerra mondiale: un recente capolavoro come Espiazione di Ian McEwan trae la maggior parte della sua forza dallo scenario storico che la racchiude. Anche il romanzo che sto leggendo in questi giorni, il bellissimo The Distant Hours di Kate Morton, si svolge sulla strada di continui richiami agli anni 1939-1941; e il senso della tragedia incombente, che sfiora i personaggi rivoluzionando le loro vite, conferisce a questo libro una tale bellezza che con ogni probabilità un altro contesto non avrebbe potuto dare.

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