7 agosto 2014

Viaggio letterario nello Yorskhire. Ultimo capitolo.

Ci sono tre cose che chi visita lo Yorkshire non può assolutamente mancare: Fountains Abbey, un’abbazia cisterciense con annesso giardino d’acqua georgiano e parco dei cervi; una passeggiata tra i campi di lavanda che si estendono fino all’orizzonte segnato dalle colline; un tè da Betty’s – nella tea room di York o di Harrogate – dove io ho potuto assaggiare uno scone con marmellata di fragole e clotted cream e un Ceylon Tea “Blue Sapphire” decorato con fiordalisi. L’incontro con questa straordinaria regione dell’Inghilterra si è concluso con una escursione nella brughiera di Ravenscar, e con due passi a picco sul mare sulle scogliere bianche di Flamborough Head. 
Foto di Mara Barbuni, 2014.
Da lì il nostro programma di viaggio ci ha condotto lungo la strada che uscendo dallo Yorkshire s’imbatte nel suggestivo Castello di Conisborough, per poi entrare nel favoloso Peak District, meta della vacanza di Lizzy Bennet in Orgoglio e pregiudizio. Sfiorando (a malincuore!) il Derbyshire, siamo infine entrati nel trambusto di Manchester. Ciò che non mi aspettavo di trovare in città è stato il fascino incredibile di un complesso museale gratuito che merita davvero una visita. 
Conisborough Castle e Snake Pass, Peak District.
Foto di Mara Barbuni, 2014.
Per chi ha amato Nord e sud, camminare tra i filatoi, passare tra le balle di lana e cotone e ascoltare il fragore delle macchine è una straordinaria esperienza di immedesimazione. Per non parlare del breve tratto sul treno a vapore che percorre la prima linea ferroviaria del mondo, la Manchester-Liverpool! Un vero viaggio nel tempo…. 
84, Plymouth Grove. Foto di Mara Barbuni, 2014.
Ma il motivo principale per cui sono finita in questa città è stata la visita alla casa di Elizabeth Gaskell, al numero 84 di Plymouth Grove, la dimora dove l’Autrice visse con la famiglia dal 1850 fino alla sua morte, abitata dalle sue figlie fino agli inizi del Novecento e poi quasi abbandonata all’incuria fino ad oggi. Il prossimo 5 ottobre, infatti, la casa, restituita al suo splendore grazie al lavoro indefesso di volontari, curatori ed esperti (tra cui il gentilissimo John, che mi ha accompagnata in una visita dell’edificio in anteprima durata più di un’ora), riaprirà al pubblico e consentirà a tutti di conoscere non solo Elizabeth Gaskell ma anche le eminenti personalità che le hanno fatto visita in uno dei periodi più magnifici della storia inglese. 
Manchester fu il centro geografico intorno a cui conversero le vicende personali nonché l’ispirazione letteraria di Gaskell: una brevissima corsa in auto ci ha condotti da Plymouth Grove al villaggio di Knutsford, un vero gioiello, dove l’Autrice trascorse l’infanzia (nella casa della zia Lamb, Heathwaith House, lungo la strada sul margine della brughiera che oggi si chiama Gaskell Avenue) e che prese ad esempio per creare nei suoi libri le cittadine di Cranford e Hollingford (Wives and Daughters). A Knutsford tutto ci ricorda di lei, e sono particolarmente suggestive le incisioni dei titoli dei suoi maggiori romanzi sul lato della torre civica, che ospita anche il busto della scrittrice. Il cimitero della cappella di Brook Street Chapel, infine, ospita il viaggiatore che voglia porgere a Elizabeth Gaskell il suo ultimo saluto.

Sulle tracce di Elizabeth Gaskell a Knutsford. Foto di Mara Barbuni, 2014.

4 commenti:

  1. Affascinate conclusione!! Ti invidio davvero e mi auguro un giorno di poter seguire lo stesso itinerario...Ho appena finito di leggere Gli innamorati di Sylvia che ho trovato meraviglioso, forse più di Nord e Sud, che comunque è una storia altrettanto bella ma molto diversa...E ringrazio sopratutto la Jo March che ha portato alle stampe classici bellissimi che altrimenti sarebbero rimasti semisconosciuti al pubblico italiano...Sto cercando di recuperare altre opere della Gaskell, che per me è stata davvero una gradevolissima sorpresa...
    Ancora tanti complimenti per tutto e grazie per aver condiviso con noi questa splendida avventura.

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    1. Cara Dana Loo, ti auguro di poter un giorno intraprendere un cammino in questi luoghi, che sanno evocare davvero sensazioni sconfinate.... Sono lieta che "Gli innamorati di Sylvia" ti sia piaciuto tanto, è un romanzo che merita di essere letto e conosciuto, e di certo dobbiamo tutti essere grati a Jo March, che si prodiga con impegno, passione e competenza affinché opere ancora sconosciute tornino alla luce anche in Italia :)

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  2. Uh, quale invidia cocente, per tutto, sì sì tutto questo bel viaggio (il Peak District, il tè da Betty, i campidi lavanda...), ma in particolare per quella splendida visita in anteprima (in anteprima!!) della casa di Elizabeth restaurata epraticamente riportata alla vita! Grazie per averci racontato tutto questo, mia cara.

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    1. Grazie Sylvia, sono esperienze che vanno condivise con tutti coloro che amano la lettura e la letteratura!

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