4 agosto 2014

Viaggio letterario nello Yorkshire. Capitolo secondo.

Il margine della brughiera, i campi, Whitby, l'Abbazia e il mare.
Foto di Mara Barbuni, 2014
Il mio viaggio nello Yorkshire è stato anche ispirato dalla ricerca dei luoghi in cui si sono svolte le vicende del romanzo di Elizabeth Gaskell Gli innamorati di Sylvia. L’arrivo a Whitby è stato per questo un momento molto emozionante, perché già dalla strada che attraversava la brughiera è stato possibile cogliere lo sfavillio del mare lontano, e il profilo solenne dell’Abbazia. “Il territorio intorno era per miglia e miglia costituito da brughiera; oltre la superficie del mare torreggiavano le balze purpuree, incoronate alla loro sommità da prati che con lingue verdi scendevano giù verso le pendici della scogliera.” “[Un tempo] su quelle scogliere si ergeva un poderoso monastero, che dominava dall’alto il vasto oceano sfumato nel cielo lontano.”
Quando Elizabeth Gaskell soggiornò
al No. 1 di Abbey Terrace, la padrona
di casa si chiamava Mrs. Rose (lo
stesso cognome di Hester).
La passeggiata è iniziata proprio da Abbey Terrace, dove una blue plaque al civico numero 1 ricorda il soggiorno di Elizabeth Gaskell nel periodo che l’autrice trascorse a Whitby per svolgere le sue ricerche sulla storia della città (e in particolare sui conflitti tra la popolazione e le bande di arruolamento) e sulla caccia alle balene.
Scendendo dalla collina ci si ritrova sul ponte che collega la “città nuova” con la “città vecchia” (come nel romanzo): la parte antica di Whitby è una meraviglia di stradine srotolate tra la stretta di botteghe pittoresche – tra cui quelle del celebre giaietto di Whitby, pietra nera tanto diffusa in età vittoriana – che convergono nella Market Place. È facile immaginare qui le donne di Monkshaven intente a vendere il burro e le uova, come avviene all’inizio del racconto di Gaskell, e la quotidianità della vita coniugale di Sylvia, così obbediente alle convenzioni della neonata classe borghese.
Tra i luoghi più suggestivi della città c’è però senza dubbio la scalinata dei 199 gradini, che conduce non solo all’Abbazia, ma anche alla chiesa e al cimitero di St. Mary; nel capitolo VI, dedicato al funerale del marinaio Darley, Gaskell racconta: “Molti […] anziani uscirono per tempo […] per inerpicarsi sulla lunga fuga di gradini di pietra – consumata dai passi di tante generazioni – che portava alla chiesa parrocchiale, collocata su un’altura sopra la città in un ampio spazio verde in cima alla scogliera, che era l’angolo dove il fiume incontrava il mare, e in questo modo si affacciava sia sulla città affollata […] da una parte, sia sul mare vasto, sconfinato e tranquillo dall’altra – simboli della vita e dell’eternità.” Ed è in questa occasione, e in questo cimitero, che Sylvia e Charley Kinraid si incontrano per la prima volta.
Questa lapide solitaria dietro la chiesa di St. Mary mi ha
ricordato quella del marinaio Darley.
I due giorni successivi sono continuati con una passeggiata a Scarborough (dov’è sepolta Anne Brontë, che venne qui per cercare rimedio alla sua malattia, ma che vi morì pochi giorni dopo l’arrivo), l’erta camminata giù e su per il pittoresco villaggio di Robin’s Hood Bay (“Philip proseguì: ‘Io e Sylvia abbiamo programmato di andare per la nostra passeggiata matrimoniale a Robin Hood’s Bay’”), e un’incredibile rincorsa al treno a vapore della North Yorkshire Moor Railway, che abbiamo poi visto passare con possenti sbuffi e aspri cigolii per Goathland (la stazione di Hogmeads nei film di Harry Potter) e Pickering, stupenda stazioncina in stile Anni Trenta.
È seguita la visita “a casa” delle sorelle Brontë, nel Parsonage Museum che domina il villaggio di Haworth.

Haworth, Bronte Parsonage Museum. Foto di Mara Barbuni, 2014

Il rettorato di Mr. Brontë è un edificio a due piani: si possono visitare lo studio, il salotto dove le figlie scrivevano, e le camere da letto: purtroppo la vista della brughiera, di cui gli abitanti potevano godere dalle finestre al piano di sopra, è oggi impedita, perché ostacolata dall'edificio che ospita gli uffici amministrativi del Parsonage Museum. In generale, sebbene la casa sia molto bella e l'esposizione della raccolta di oggetti appartenenti alla scrittrici molto interessante, direi che il luogo non è conservato come mi aspettavo e come si dovrebbe. A mio parere sarebbe necessario far entrare i visitatori a piccoli gruppi contati, e non tutti insieme, e richiedere di mantenere un po' di silenzio. È stato molto bizzarro sentire tanta confusione nelle stanze di donne che trascorsero la loro esistenza nella morsa di una quiete talvolta spettrale; e di certo si può affermare che, se non fosse stato per quel terribile silenzio, interrotto solo dallo stormire degli alberi o dalle raffiche di vento, un capolavoro come Cime tempestose non sarebbe mai venuto alla luce.



Per leggere la prima parte del mio viaggio letterario: http://ipsalegit.blogspot.it/2014/07/viaggio-letterario-nello-yorkshire.html. Per leggere la terza e ultima tappa: http://ipsalegit.blogspot.de/2014/08/viaggio-letterario-nello-yorskhire.html E per ullteriori immagini, visitate il sito: https://ipsalegit.exposure.co/yorkshire-travelogue.

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