10 ottobre 2012

Il giardino degli incontri segreti

Quando si legge un ebook non si ha mai la sensazione immediata di quanto lunga sia una storia. Non si soppesa il volume fra le mani, non lo si sfoglia in velocità per coglierne le sorprese, non si ha idea di quanto tempo sarà necessario per finirlo. Così, talvolta, si arriva all'una di notte sperando che la storia che si sta leggendo arrivi alla svolta, che succeda l'imprevisto, che i personaggi si trovino di fronte a un bivio che ci permetta di "spegnere" il libro e di dormire. Mi è successo con Il giardino degli incontri segreti di Lucinda Riley. Premetto che nella vicenda narrata fa la sua comparsa un giardino che in realtà è una serra, e che gli incontri segreti di cui si racconta non si sono affatto svolti in quel giardino ma a migliaia di chilometri di distanza: il titolo originale è infatti The Orchid House
La storia si dipana su due piani spazio-temporali: l'Inghilterra e la Thailandia, il presente e l'epoca della seconda guerra mondiale. Ed è, nel complesso, una bella storia, fatta di una giovane pianista in lutto che cerca di riprendersi in mano la vita fra memorie di famiglia e colpi di scena, una nobile stirpe che vive in una lussuosa country house nel Norfolk, la triste storia di un matrimonio combinato negli anni Quaranta. 
Tuttavia non ne sono rimasta entusiasmata. Strano, visti gli ingredienti molto promettenti... ma questo romanzo mi ha dato l'impressione di un patchwork costruito sugli spunti di altri libri di successo. E a pensarci bene temo che molta di questa sua debolezza di fondo sia da imputarsi alla qualità del linguaggio. Le cornici descrittive non mostrano grandi mancanze, ma sono i dialoghi a risultare inefficaci. La lingua è poco curata, compaiono troppe esclamazioni e interezioni che a parer mio a un libro dovrebbero essere risparmiate, e alcune battute risultano del tutto superflue all'architettura della narrazione. Sembra come se un buon progetto narrativo non avesse goduto della giusta espressione. Eppure il libro è stato pubblicato, e vende ed è stato recensito molto bene. Forse sono io ad essere troppo schizzinosa. 


1 commento:

  1. Ho appena finioto questo romanzo, pur concordando con te su ogni punto posso comunque aggiungere che non è male, certo non è un romanzo della Morton, ma rimane comunque di facile lettura e per persone come mia madre o mia zia di una certa età, è il libro perfetto.
    Ci sono pochi nomi e abbastanza facili da ricordare, i passaggi temporali sono ben definiti e non si rischia di perdersi.
    Insomma godibile senza però troppe lodi.

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