16 gennaio 2012

Buon compleanno Ipsa Legit!

Buon primo compleanno al mio blog!

Sono stati dodici mesi intensi, pieni di letture e di nuove scoperte, di idee naviganti e di naviganti interessanti. Grazie a tutti voi che siete passati, avete letto, esplorato e lasciato commenti, e che per ricordarvi di Ipsa Legit vi siete iscritti o avete scelto di ricevere aggiornamenti tramite email.

Ma quale modo migliore di festeggiare degnamente se non un sublime pezzetto di letteratura? Naturalmente un pezzetto che parli di dolci - i dolci sono i principi di un compleanno!

Vi dedico il celeberrimo passo da Proust che rievoca le sensazioni di una madeleine intinta nel tè, e che è sempre così bello rileggere....

"Ma nello stesso istante in cui il liquido al quale erano mischiate le briciole del dolce raggiunse il mio palato, io trasalii, attratto da qualcosa di straordinario che accadeva dentro di me. Una deliziosa voluttà mi aveva invaso, staccata da qualsiasi nozione della sua causa. Di colpo aveva reso indifferenti le vicissitudini della vita, inoffensivi i suoi disastri, illusoria la sua brevità, agendo nello stesso modo dell’amore, colmandomi di un’essenza preziosa: o meglio, quell’essenza non era dentro di me, IO ero quell’essenza. Avevo smesso di sentirmi mediocre, contingente, mortale. Da dove era potuta giungermi una gioia così potente? Sentivo che era legata al sapore del tè e del dolce, ma lo superava infinitamente, non doveva condividerne la natura. Da dove veniva? Bevo una seconda sorsata nella quale non trovo nulla di più che nella prima, una terza che mi dà un po’ meno della seconda. E’ tempo che mi fermi, la virtù del filtro sembra diminuire. E’ chiaro che la verità che cerco non è lì dentro, ma in me."



E allora tanti auguri a Ipsa Legit e ai suoi lettori, perché qui possiate sempre trovare qualcosa di nuovo, di bello, di quieto o di consolante per le vostre giornate sempre frenetiche... E ancora grazie per il vostro affetto!

5 commenti:

  1. Buon compleanno al tuo blog cara sorellina! Ti auguro che la tua linfa letteraria di giorno in giorno sia sempre più nutrita così che possiamo soddisfare la nostra sete di lettere!
    Affondare occhi ed emozioni nelle pagine di questo blog e trovarvi parole conosciute e “familiari” il cui suono sono fortunata a riconoscere è per me ogni volta come partire per un viaggio. Applico lo stesso entusiasmo la stessa curiosità e l’avidità nel conoscere, sapere, apprendere oggetti e storie a me lontane e per questo ammantate di fascino. Mi piace cercare di vestirmi con questo abito buono e agghindarmi del mondo qui raccontato così egregiamente. Ma come tutti i buoni viaggi poi è tempo di rientrare, e se un tempo rientrare era un atto cosparso di rimpianto oggi, un po’ più vecchia, il ritorno a casa dopo il viaggio mi è più gradito perché arricchito da gradevoli souvenir.
    Quando rientro dal dolce peregrinar alle mie amate letture ritrovo gli stessi stati d’animo di tenerezza e quiete quasi compassione, che suscita il paesaggio veneto dopo il viaggio. Ormai da qualche anno la passione per lo studio dell’uomo, per l’antropologia culturale e soprattutto per il radicamento dell’uomo nella sua terra mi occupa lo spazio di lettura. Il paesaggio della mia regione non vive di luce propria come accade in altre regioni. In Sicilia, ad esempio, o in Toscana il sole è così invadente che sembra occupare anche lo spazio mentale e i profumi così forti da ottenebrare l’olfatto. La nostra terra è indebolita, dalle nebbie della pianura, dalla insopportabile calura estiva, è pesante nella densità dell’aria, quasi implode. Il mio istinto ad abbandonare questa terra è molto forte e più volte ci ho litigato, il mezzo per riappacificarmi con essa è proprio la lettura delle pagine dei suoi abitanti che sono riusciti ad esaltarne la voce. Li accomuna l’amore per gli elementi singoli e la loro denominazione. Ne esce una voce nuova fresca, originale (nel vero senso della parola); quelle parole hanno il sapore del bosco, di terra umida, di sole tiepido, di animale selvatico.
    Ho già espresso il mio grande amore per Mario Rigoni Stern, la passione per Meneghello, Camon, per Comisso, per la potenza della parola di Zanzotto e in questi giorni (dopo la sua scomparsa) riflettevo sul fatto che a poco a poco le loro voci si stanno spegnendo ed ero immalinconita, temevo il silenzio della terra.
    Poi finalmente qualche giorno fa mi sono imbattuta in un’altra voce che sento mi accompagnerà per un po’: Luciano Cecchinel amico e forse erede di Zanzotto. Un poeta che si esprime in lingua veneta e in italiano. Ho cominciato a leggere qualche verso e ho avuto un sussulto “tellurico” , la parola dialettale mi affascina, è esclusiva, se ne può cogliere tutta l’armonia solo se te la canti dentro come una nenia, come una ninna nanna. E’ la grande virtù della parola non tradotta quella che percepisci per come esce dalla mano e dalla voce dell’autore.
    E’ come tornare da un grande viaggio e andare a fare una passeggiata nell’argine vicino a casa. Io purtroppo non ho le competenze per leggere la viva voce degli autori presentati in questo blog e quindi posso apprezzarli solo come “turista”. Mentre quando dal silenzio di casa traggo le armoniose melodie dei “miei” autori riesco finanche a commuovermi.

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  2. Buon Compleanno Ipsa Legit! :)

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  3. Auguri, mia cara, di tutto ciò che vuoi tu per il tuo blog e tutto ciò che ruota intorno ad esso, nonché per la sua autrice... ;-)

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    1. Grazie Sylvia! E' sempre bello poter avere "una stanza tutta per sé" (anche virtuale!) dove poter esprimere le proprie passioni letterarie... Ed è bello anche poter visitare quelle degli altri :)

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  4. Mia cara,
    un abbraccio di stima e d'affetto dalle Lizzies (che ti leggeranno prestissimo!):

    http://oldfriendsnewfancies.blogspot.com/2012/01/versatile-blogger-award-alle-lizzies.html

    ;)

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