3 maggio 2016

Elizabeth Gaskell e un amore moderno

Oggi, con la primavera che brilla fuori dal balcone, riflettendosi sui campi che si estendono verso le colline lontane, quasi azzurre, voglio dedicare un post alla storia d’amore più bella – almeno per me – di tutta la scrittura gaskelliana: quella tra Molly Gibson e Roger Hamley. Il ritratto di questo legame può essere annoverato tra le tantissime ragioni per cui Mogli e figlie (1866) è il capolavoro della scrittrice. 
In molti grandi romanzi i personaggi assumono un’identità più precisa solo quando si accompagnano ad altri (per fare un esempio eclatante, pensiamo a Mr. Darcy, che senza Elizabeth non avrebbe praticamente alcun significato narrativo); Roger e Molly, invece, sono due round characters completi e vividi anche se considerati singolarmente – ed è proprio singolarmente che impariamo a conoscerli nel corso del romanzo. 
Di Molly assistiamo alla crescita completa: la vediamo infatti muoversi nel mondo dall’infanzia, quando si smarrisce nel parco di Cumnor Towers, fino alla giovinezza matura e consapevole, che è il risultato delle tante avventure emotive che supera con il procedere della sua vita (secondo lo schema narrativo di Propp, nel quale Mogli e figlie sembra rientrare anche in virtù del tono fiabesco dei suoi primi capitoli). Di lei ci colpiscono la forte statura morale, la testardaggine, il rapporto con il padre: Mr. Gibson è un altro personaggio incredibile di questo libro, un uomo profondamente integro, votato alla professione, intelligente, dai modi frugali, che per un solo (gigantesco) errore di valutazione – frutto di un pizzico di vanità personale e dell’ambizione a una vita tranquilla – si trova a dover affrontare proprio il genere di vita che maggiormente aborriva, fatto di artificiosità, sotterfugi e superficialità nelle relazioni umane. 
A differenza della concretezza del padre (che pure talvolta si allevia, come per esempio nella splendida scena autunnale), Molly ha la caratteristica di perdersi continuamente in fantasticherie, che spesso la conducono a riflessioni molto più grandi di lei; questi suoi pensieri si armonizzano ai temi di amplissimo orizzonte, come gli studi scientifici e le teorie evoluzionistiche, che rendono questo romanzo un classico fondamentale (ancora sottovalutato) della letteratura occidentale. Quando, nonostante gli sforzi di accettare il secondo matrimonio di Mr. Gibson, la ragazza si rende conto che il padre – il suo eroe – sembra spesso non essere all’altezza di affrontare il caos generato dalle sue scelte, la ritroviamo a meditare sulla stranezza dell’incrocio dei destini, che spesso disallineano le coordinate del mondo che conosciamo fino a farcene sentire estranei: «Per tutto quell’inverno si era sentita come se il suo sole fosse avvolto in una nebbia grigia, e non potesse più brillare vivido per lei. La mattina si svegliava con la sorda sensazione che qualcosa non andasse per il verso giusto – che il mondo fosse scardinato, e se toccava a lei metterlo a posto, non sapeva come fare.» Quella di Molly è una personalità molto complessa, contraddistinta da forti conflitti emotivi e soprattutto dalla difficoltà di conciliare la sua onestà e la sua voglia di essere una ragazza “buona” con ciò che di palesemente sbagliato si verifica nella vita di tutti i giorni: «Per qualche minuto la sua testa sembrò troppo confusa per comprendere alcunché, se non che si stava facendo trascinare nel cammino diurno della terra, insieme alle rocce, alle pietre, agli alberi, con una così esigua volontà personale da sembrare morta. Poi la stanza divenne soffocante, e per istinto lei si avvicinò alla finestra aperta e si affacciò, ansando per prendere fiato. Gradualmente, la vista del panorama dolce e pacifico si insinuò nella sua mente, e placò l’intontimento e la confusione. Là, bagnato dai raggi quasi piatti del sole d’autunno, c’era il paesaggio che conosceva e amava sin dall’infanzia; quieto, e denso di piccole vite mormoranti, com’era, a quell’ora, da generazioni. I fiori autunnali splendevano nel giardino sotto di lei, le vacche pigre erano sparse nei prati più lontani, ruminando il loro bolo nel verde fieno di secondo taglio; i fuochi della sera erano appena stati accesi nei cottage distanti, in attesa del ritorno dell’uomo di casa, e lasciavano salire nell’aria immobile morbidi riccioli di fumo azzurrino». Questo brano è importante anche perché è denso di un fortissimo senso del Tempo, perché evoca l’evoluzione geologica, il rafforzamento della sensibilità umana negli anni dell’adolescenza, il cambiare delle stagioni, la rigenerazione della natura. 
L’interesse per lo studio della natura che questo passo sembra sprigionare è strettamente legato al personaggio di Roger Hamley. Roger, il secondogenito dello Squire, è uno studioso di scienze naturali che dopo aver ottenuto il massimo dei voti al college (contrariamente alle aspettative dei genitori, che contavano sulla brillantezza del primogenito Osborne, il quale, invece, ha raccolto risultati molto scarsi), decide di partire per l’Africa per una lunga missione esplorativa che gli consente di pubblicare dei contributi su importanti riviste scientifiche internazionali. Questo suo “mestiere”, al quale Roger fa affidamento per costruirsi un futuro indipendente – la sua famiglia è in gravi difficoltà economiche e lui non esista a condividere il proprio denaro con il padre e con l’amato fratello – lo rende non solo un personaggio letterario molto originale ma anche una figura di grande modernità. Roger, un uomo schietto, franco, buono, aperto (non ha mai paura di esprimere i propri sentimenti), eppure non perfetto – come dimostra la sua precipitosa infatuazione per Cynthia – è il magnifico rappresentante dell’ideale maschile del Vittorianesimo, perché è forte fisicamente, affidabile moralmente e coinvolto in prima persona nel progresso scientifico del suo Paese. 
L’amore tra Molly e Roger è una stupenda storia da leggere, perché unisce due persone (quasi non sono neppure “personaggi”) dal cuore grande, che guardano in faccia il mondo senza aver paura di varcare i suoi orizzonti. Come Roger salpa da solo per un continente ancora del tutto sconosciuto, così Molly affronta a testa alta il rischio dello scandalo (il pericolo più grave per una donna non sposata, nella sua epoca), e lo fa perché sulla sua casa, resa ombrosa dai comportamenti e dalle scelte di Mrs. Gibson e di Cynthia, torni a splendere il sole dell’onestà, com’era prima che il padre si risposasse. È una bella storia d’amore perché le sue radici affondano in un’amicizia speciale, basata sulla confidenza e sul conforto reciproco, che è così forte da superare persino le debolezze individuali. Quali basi migliori per la certezza di un felice futuro a due? 
La morte improvvisa della scrittrice ci ha impedito di commuoverci (molto probabilmente!) sulla scena del ricongiungimento tra Molly e Roger. Di questo si rammarica anche l’Editore della Cornhill Magazine nella Nota in chiusura del libro, dove leggiamo: «Quanto sarebbe stata incantevole questa scena, se Mrs. Gaskell fosse vissuta per dipingerla, possiamo solo immaginarlo: del fatto che sarebbe stata incantevole – specialmente nei gesti, nell’espressione e nelle parole di Molly – siamo consapevoli». Questo vuoto narrativo forzato, però, ci offre una possibilità preziosa: nella nostra immaginazione, possiamo dare a quell’incontro i tratti che sentiamo più vicini alle nostre speranze.

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