17 ottobre 2011

Il segreto della collana di perle

Il segreto della collana di perle di Jane Corry (Newton & Compton) è uno di quei libri che possono trascinarti per ore, fino al loro esaurimento. La scrittura è facile e veloce, e i personaggi piuttosto interessanti, quantunque si ritrovino tante somiglianze caratteriali fra di loro che infine appaiono tutti quali particolari estrinsecazioni di una medesima personalità. Sono tutti, per inciso, personaggi femminili, poiché The Pearls (titolo originale più adeguato di quello italiano, visto che non c'è alcun grande "segreto" a far da sfondo alla trama) è la storia di un'eredità, di una collana di due giri di perle con fermaglio di diamanti che passa da madre in figlia - o nipote - nell'arco di più di un secolo. Il gioiello è come una catena: è il simbolo di un legame che avvince le protagoniste della storia condannandole tutte ad un medesimo destino. Respira fra le pagine un forte senso di precarietà dell'esistenza, di fallimento, di fine, e insistono davanti ai nostri occhi raffigurazioni della corporeità femminile che sembrano fungere da motiv (attualmente, bisogna ammetterlo, molto di moda, forse in obbedienza ad una inossidabile scuola di pensiero che vuole le scrittrici impegnate a fare della loro parola un veicolo, se non addirittura una vera rappresentazione del corpo della donna) piuttosto che essere sostanziali passaggi del racconto. Infine, la storia si dipana senza ostacoli, con una straordinaria e agilissima abilità di descrivere anche decenni nello spazio di poche righe; ma questo sentore di tragedia che ne accompagna lo svolgimento è incombente nella mente del lettore, e si desidera arrivare presto alla fine, non già per conoscere l'esito delle vicende di Caroline o di Grace, quanto per passare il prima possibile ad un nuovo libro, magari latore di speranza.


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