12 febbraio 2020

Un comodino Neri Pozza

Ragionando sulle mie più recenti letture, mi sono accorta che sono tutte accomunate dall'inconfondibile marchio della casa editrice Neri Pozza. Nelle scorse settimane dalle sue tipografie sono uscite tante nuove pubblicazioni interessanti, che sono andate ad aggiungersi ad alcuni libri pubblicati dallo stesso editore qualche tempo fa e che non aspettavano altro che farsi leggere con grande gusto. 
Sul mio comodino c'è Un anno con Shakespeare di Allie Esiri, che sfoglio ogni sera appena prima di cena o prima di dormire, per leggere la citazione dedicata al giorno appena trascorso. Oggi il brano è tratto da Pene d'amor perdute (Atto IV, Scena 3), da cui estrapolo questa manciata di versi: "Dagli occhi delle donne traggo questa dottrina:/ del fuoco di Prometeo essi scintillan sempre;/ son essi i libri, le arti, le accademie/ che mostrano, contengono, nutrono il mondo intero" (trad. it. di Chiara Ujka).
La scorsa settimana ho letto il nuovissimo La ricamatrice di Winchester di Tracy Chevalier, storia di una donna inglese degli anni Trenta che percorre il suo cammino di vita sospinta da un insopprimibile desiderio di passione e di affermazione della sua identità. Se la storia narrata mi è sembrata piuttosto semplice, ho trovato la preziosità di questo libro nella ispirata raffigurazione di due sottotesti affascinanti della magnifica enciclopedia della cultura inglese: il ricamo dei cuscini per la cattedrale di Winchester e la sapienza dei suonatori di campane. Insomma, anche se non mi sono affezionata molto ai personaggi, ho amato la rievocazione dello Hampshire di allora, con i suoi segreti inconfessati, le complicate dinamiche di una piccola comunità, il dolore soffocato di una generazione di donne che ha perduto e rimpiange i suoi figli, fratelli e fidanzati, morti in trincea. E mi è proprio sembrato di vedere i colori, e di sentire la morbidezza impalpabile di quei fili di seta sotto le mani, la voce sussurrata dell'ago che vola sulla tela, e in sottofondo il rintoccare del batacchi sul piombo, levati in un alto canto di celebrazione. 
Una scrittrice che da qualche tempo sto tentando di scoprire è un'altra inglese, Daphne du Maurier, grandissima scrittrice della suspense che finora avevo conosciuto solo marginalmente, ma di cui sono davvero curiosa di sapere di più. Ho cominciato questo percorso, naturalmente, con la lettura del magnifico Rebecca nell'edizione il Saggiatore, e proprio in questi giorni sto concludendo Mia cugina Rachele (Neri Pozza), che nonostante i suoi settant'anni d'età conserva tutta la forza, la freschezza e l'asprezza di un romanzo che è molto difficile riporre. Il narratore è Philip Ashley, che racconta il suo rapporto, misterioso e ambiguo, con la cugina Rachele, moglie del defunto cugino Ambrose. La storia è potente e ombrosa fin dalle sue prime battute, con sezioni che tolgono il fiato: bellissimi scorci italiani, in equilibrio tra lo splendore dei palazzi dei ricchi fiorentini e la miseria inquietante della gente del popolo; incantevoli, vividissimi panorami della Cornovaglia, patria della scrittrice; e la rappresentazione perfetta di una passione distruttiva che lotta contro la certezza di un'impossibile armonia; una passione consapevole della propria sorte, eppure incapace di trovare tregua: "In quell'istante capii cosa Ambrose aveva visto in lei, che cosa aveva desiderato senza mai ottenerlo. Capii il tormento, il dolore, l'abisso che si apriva tra loro. Gli occhi di Rachele, così scuri, così diversi dai nostri, ci fissavano senza comprenderci. [...] Nella penombra anche il suo viso era straniero. Un viso sottile, un profilo su una moneta" (trad. it. di Marina Morpurgo).
Quando avrò terminato Rachele, dovrò scegliere se cominciare Daphne di Tatiana De Rosnay (la biografia della scrittrice che Neri Pozza ha pubblicato nel 2016: titolo originale, Manderley For Ever) o deviare dal cammino e intraprendere il magnifico viaggio dentro la nuovissima edizione di Via col vento di Margaret Mitchell (Neri Pozza 2020) oppure ancora entrare nello scintillante mondo de I Goldbaum di Natasha Solomons (Neri Pozza 2019), o forse distrarmi un po' con il nuovo capitolo dei Mitford Murders di Jessica Fellowes (Neri Pozza 2020)...
Direi che per le prossime settimane sarò in ottima compagnia! 

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